Cosa Succede? Cosa succede in città?”, canta nel 1985 Vasco Rossi. E cosa succede – ci stiamo chiedendo oggi in molti – nell’evoluzione quasi quotidiana dello scenario internazionale dell’editoria digitale?

A distanza di pochi giorni, sono state due le maggiori novità tecnologiche che si sono succedute sul mercato: il lancio di Google Play e quello del nuovo iPad.

Lo scontro tra Google e Apple prosegue: il nuovo servizio di Google promette di fare  concorrenza diretta all’iTunes Store di Apple; Google Play nasce come accorpamento di Android Market, Google Music e Google eBookStore, offrirà quindi uno store in cui acquistare app e contenuti multimediali per pc, tablet e smartphone, film, canzoni, videogiochi ed ebook. In America il lancio è già operativo, ma per raggiungere la piena operatività anche nel nostro Paese potrebbero volerci alcuni mesi.

La sezione eBookStore di Google Play è quindi l’evoluzione della piattaforma per l’acquisto di ebook dell’aziendaa di Mountainview; una piattaforma in potenza molto importante per posizionamento sul mercato e vastità delle risorse economiche e tecniche a disposizione di Google. Una prima domanda diventa quindi “Cosa succede in città” quando l’attore più grande di internet entra prepotentemente in un mercato dominato fino a ieri da Apple e Amazon? Come cambierà lo scenario del mercato digitale dell’editoria? Come varieranno i rapporti di forza? Ci aspetterà in futuro un Google editore oltre che venditore?

A ridosso del lancio di Google Play, Apple risponde con la presentazione del nuovo iPad. Poche le novità legate esplicitamente al comparto ebook, ma va notato che con il nuovo Retina Display la risoluzione del nuovo iPad sarà tale da migliorare notevolmente la qualità di lettura. Lo schermo retroilluminato recupera terreno nella vecchia diatriba sulla leggibilità e affaticamento visivo, contro gli schermi e-ink non retroilluminati.

Cosa succede, nel futuro degli ebook, se ci allontaniamo per un attimo dall’aspetto strettamente tecnico e ci alziamo a quello editoriale? Due contributi molto interessanti hanno alimentato un notevole dibattito, il primo dello scrittore Vincenzo Latronico (“Ginnastica e rivoluzione” e “La cospirazione delle colombe”, entrambi per Bompiani) ha analizzato sull’inserto letterario del Corriere della Sera il fenomeno della pirateria nell’editoria digitale, scagionandolo (seppur sollevando ampi dilemmi morali nel farlo).

Infine, ecco cosa succede in città, notizia – anche qui – del Corriere della Sera:

dal 15 marzo, invece, i titoli della piattaforma BookRepublic (si stima che saranno circa 4 mila) potranno essere presi in prestito da Medialibrary – o dai portali delle singole biblioteche che vi aderiscono. Ti colleghi al portale, prendi in prestito il libro, poi lo puoi tenere per sempre. Un prestito illimitato, quasi una contraddizione in termini, possibile però nel nuovo universo dell’editoria digitale. Perché se la prima ragione pratica per cui è essenziale restituire un libro è che la biblioteca ne possiede solo una o alcune copie e quindi bisogna rimetterlo a disposizione degli altri lettori, questo non vale se il volume è un file. Dunque duplicabile, idealmente disponibile per tutti. A partire da questo principio BookRepublic, piattaforma per i libri elettronici, e Medialibrary, network per il prestito digitale cui aderiscono 2.300 biblioteche italiane, hanno messo a punto un sistema per avere gli ebook dalla biblioteca e tenerli per un tempo illimitato. Già Medialibrary consente il prestito degli ebook dei principali editori per un tempo di 14 giorni. Il procedimento si basa sulla protezione con il Drm di Adobe, mediante la quale  il libro scompare dal dispositivo dell’utente quando il prestito è scaduto.

Eccolo arrivare in città, il presente e il futuro degli ebook.

Leggi anche: